L'urlo collettivo di chi si rifiuta di pagare ancora una volta il prezzo salato della loro crisi. GIOVEDI 15 LUGLIO ORE 16 MANIFESTAZIONE IN CAMPIDOGLIO
APPELLO UN’AGENDA PER RIUNIFICARE LA SINISTRA Siamo donne e uomini di sinistra che hanno preso parte alle tormentate vicissitudini culminate nella disfatta del 2008. Oggi, nella diaspora della sinistra italiana, facciamo riferimento a organizzazioni e movimenti diversi. Alcuni di noi svolgono ruoli dirigenti in partito, associazioni, altri – dismessa la militanza attiva – contribuiscono in altre forme alla battaglia politica o vi partecipano da semplici cittadini, con immutata passione. Siamo dunque diversi. Ma siamo anche uguali, accomunati dall’appartenenza a una stessa storia e cultura politica. Questa comunanza significa per noi convenire su talune fondamentali priorità: i diritti del lavoro, l’occupazione e il reddito delle classi lavoratrici; l’inalienabile titolarità collettiva dei beni primari, a cominciare dall’acqua, dalla conoscenza e dall’ambiente; la democrazia partecipativa, garantita dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza antifascista. Sulla base di queste opzioni condivise, l’attuale situazione sociale e politica del Paese ci appare grave e densa di pericoli.
IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO, APPRESA NOTIZIA DELLE CARICHE DELLA POLIZIA CONTRO IL CORTEO DEI CITTADINI AQUILANI, CARICHE CHE HANNO PROVOCATO IL FERIMENTO DI ALCUNI DIMOSTRANTI E LA CONTUSIONE DEL SINDACO DELL’AQUILA CIALENTE:
ESPRIME SOLIDARIETÀ AI CITTADINI AQUILANI E CHIEDE CON FERMEZZA CHE SIANO ACCERTATE LE RESPONSABILITÀ DEGLI SCONTRI E LE RESPONSABILITÀ DI CHI HA IMPEDITO CHE IL CORTEO DEGLI AQUILANI RAGGIUNGESSE PIAZZA MONTECITORIO, DOVE USUALMENTE SI SVOLGONO MANIFESTAZIONI.
MANIFESTAZIONE A ROMA CENTRO DEI CITTADINI DELL’AQUILA PER CHIEDERE LA SOSPENSIONE DELLE TASSE E UNA LEGGE SPECIALE IL CORTEO VIENE CARICATO DALLA POLIZIA A PIÙ RIPRESE.
TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETÀ DA SEMPRE ( MA PERCHÉ LI AVETE VOTATI E APPLAUDITI? )
DECISIONE DEL COMITATO CENTRALE FIOM Documento conclusivo
Il no della Fiom al documento Fiat le proposte per riaprire la trattativa
Venerdì 11 giugno il Gruppo Fiat ha confermato, in un incontro al ministero dello Sviluppo economico, la scelta di cessare l’attività di Termini Imerese, trasferendo in Polonia la produzione della Ypsilon entro il 21 dicembre 2011 e, permanendo l’assenza di reali e concrete soluzioni industriali, ciò significa cancellare oltre 2.200 posti di lavoro e una delle più importanti attività industriali di tutta la Sicilia. Nella stessa giornata, il Gruppo Fiat ha condizionato l’investimento 700 miliardi di euro per produrre nel 2012 la Panda a Pomigliano all’accettazione di una proposta ultimativa, non negoziabile, che nel delineare un nuovo sistema di utilizzo degli impianti e di organizzazione del lavoro deroga all’applicazione del Ccnl e di diverse norme di legge in materia di sicurezza e salute sul lavoro e nel lavoro a turni. Ci riferiamo, ad esempio, al fatto che le condizioni della Fiat sanciscano che: lo straordinario obbligatorio passa da 40 a 120 ore annue con possibilità per l’azienda di comandarlo come 18° turno, nella mezz’ora di pausa mensa, nei giorni di riposo, per recuperi produttivi anche dovuti a non consegna delle forniture; le pause sui montaggi si riducono da 40 a 30 minuti giornalieri; si può derogare al riposo di almeno 11 ore previste dalla legge da un turno all’altro per il singolo lavoratore; l’azienda può decidere di non pagare il trattamento di malattia contrattualmente previsto a suo carico; l’azienda può modificare le mansioni del lavoratore senza rispettare il principio dell’equivalenza delle mansioni; l’azienda ricorre per 2 anni alla Cigs per ristrutturazione senza rotazione, con l’obbligo del lavoratore alla formazione senza alcuna integrazione al reddito.