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DILIBERTO A PANORAMA «TUTTI A CASA PER SALVARE LE RAGAZZE» Bruno Vespa
Roma, 17 settembre 2004
"Chiedo il rilascio delle due giovani e sono pronto ad andare a Baghdad, se questo può servire. Ma continuo al tempo stesso a chiedere il ritiro delle truppe. Se si è contro la guerra, si è più forti nella richiesta del rilascio". Oliviero Diliberto si trova improvvisamente a occupare l'ultima poltrona a sinistra dell'opposizione. Posto ambitissimo, che il segretario dei Comunisti italiani giudica libero dopo la svolta di Fausto Bertinotti che ha accantonato la questione del ritiro delle truppe italiane dall'Iraq, alla quale resta fermamente favorevole, per concentrare ogni sforzo nel tentativo di liberare Simona Pari e Simona Torretta. "Vorrei sgomberare il campo da un equivoco" dice Diliberto. "Non sono tra quelli che pensano a tradimenti da parte di Bertinotti e tanto meno a interessi personali...".
Come quello di fare il ministro in un eventuale governo Prodi? Appunto. Mi pare un'accusa velenosa. Credo che Bertinotti abbia compiuto un errore politico, ma lo dico con rispetto perché la situazione è di una gravità così eccezionale che impone di tenere in ogni caso bassi i toni.
Tuttavia? Tuttavia, non vedo come si possa sostenere che la richiesta del ritiro delle truppe italiane dall'Iraq possa non agevolare la trattativa per la liberazione degli ostaggi. A mio giudizio è piuttosto vero il contrario.
Bertinotti dice che era inutile chiedere quel che sapeva sarebbe stato negato. Come ha scritto Francesco Cossiga, l'unità nazionale contro il terrorismo era sensata quando avevamo il terrorismo in casa. E con l'unità nazionale lo abbiamo sconfitto. Ma coloro che hanno sequestrato due pacifiste notoriamente contrarie alla guerra, e per giunta appartenenti a una organizzazione (Un ponte per…) che ha sostenuto l'Iraq durante gli anni dell'embargo, chiedono che l'opposizione italiana faccia la sua parte e non si aspettano certo che appoggi il governo.
È vero che se Bertinotti non avesse risposto all'invito di Palazzo Chigi non sareste andati nemmeno voi? No, quando Gianni Letta ci ha convocato per informare l'opposizione di come si sarebbe mosso il governo, abbiamo apprezzato il gesto, ma non sapevamo se Bertinotti sarebbe andato oppure no.
Il governo sta comportandosi bene? Ha fatto quel che si deve fare in queste circostanze. È la prima volta che lo fa e merita apprezzamento. Sarei felicissimo se riuscisse a liberare le due volontarie.
Accetterebbe gli ultimatum dei terroristi? Io ho chiesto il ritiro delle truppe prima che fossero inviate, si figuri. Ci ha chiesto di ritirarle un leader socialista come José Luis Zapatero, che non è precisamente un pericoloso estremista.
Che cosa accadrebbe se tutte le truppe se ne andassero dall'Iraq? Le truppe di occupazione che inevitabilmente alimentano l'odio verrebbero sostituite da truppe di pace che non hanno partecipato alla guerra.
Già, ma non mi pare che ci sia la corsa ad andare in Iraq. Ci sarebbe se le nuove truppe avessero anche il comando garantito dall'Onu. Servirebbero a salvaguardare la pace e a non bombardare le città. È impensabile che la pace torni mentre si uccidono i civili.
Sbaglio, oppure l'Onu fino a questo momento non ha registrato disponibilità di paesi che hanno detto: se comandiamo, siamo pronti ad andare? Francia e Germania hanno tutto l'interesse a indossare la veste di pacificatori, anche per gli interessi economici in gioco. E poi c'è la Cina che ambisce a un ruolo internazionale.
Sostituire gli interessi angloamericani e quel po' di eventuali interessi italiani con quelli franco-tedeschi: le pare un grande affare? L'importante è garantire che le elezioni si svolgano senza candidati fantoccio e che gli iracheni possano riprendersi l'Iraq.
Perché l'Onu avrebbe accettato di sposare l'attuale governo se è un fantoccio? Perché sembrava il male minore. Invece sono aumentati i morti e i sequestri di persona.
Perché non si parla mai delle azioni umanitarie che da oltre un anno stanno compiendo i militari italiani? Il ruolo del nostro esercito al momento non si capisce. È in un territorio di guerra agli ordini di una potenza straniera, è sottoposto al codice militare penale di guerra, ha subito un attentato orrendo e gravissimo. Ha senso che rimanga lì? |
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