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Dal lockdown alla riapertura. Cosa è successo a Wuhan #coronavirus

In questo bel servizio della tv di stato cinese CGTN, la storia di Wuhan e dell’epidemia di coronavirus. La celerità dell’intervento statale ha permesso di salvare milioni di vite, quando la vita conta più di ogni profitto e di ogni produzione. La lezione della Cina e del Socialismo a tutto il mondo.

ITALIA AL TEMPO DEL #CORONAVIRUS Diretta del Partito Comunista Italiano

Europa, Cina, Stati Uniti: questo virus sta cambiando il modo attraverso cui l’opinione pubblica sta guardando a questi attori globali. Cosa ci insegna questa emergenza? E quali sono le nostre priorità strategiche?
Con:
Francesco Maringiò
L’Italia stretta tra la solidarietà internazionale e le pressioni degli Stati Uniti
Bruno Steri
L’Unione Europea: ovvero la disumanità dei profitti e delle regole di bilancio contro la salute dei cittadini
Francesco Valerio della Croce
L’Italia ed i suoi interessi strategici: quale politica estera e quali alleanze internazionali tutelano di più il nostro paese?

La nostra sezione omaggia i compagni cinesi

In #Cina i medici volontari stanno lasciando #Wuhan e l’8 Aprile la città sarà riaperta completamente.
Intanto il governo cinese manda aiuti e team medici in tutto il mondo per debellare il virus e curare più persone possibili.
A Labaro abbiamo voluto rendere il nostro piccolo omaggio ai compagni cinesi, per la loro straordinaria dimostrazione di internazionalismo e di solidarietà.
La Via della Seta rappresenta per il nostro paese un’opportunità ancor più grande grazie a questa unione di forze. Non a caso le potenze del Nord Europa come l’Olanda ci osteggiano in tutti i modi e provano come l’Unione Europea sia una gabbia e non una struttura di cooperazione tra nazioni.
Oggi più di ieri, siamo a fianco dei compagni cinesi e del socialismo!

Muore ragazzo negli USA di 17 anni. Rifiutate le cure perché senza assicurazione sanitaria

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In #California è morto oggi il ragazzo 17enne affetto da #coronavirus al quale sono state rifiutate le cure in quanto non aveva la copertura assicurativa.

Basterebbe questo per definire il sistema capitalista come il peggior crimine contro l’umanità. Rifiutare le cure ad un ammalato è pura disumanità.

Oggi gli #StatiUniti con 96.000 casi di contagio sono in cima alla triste classifica mondiale della pandemia. In pochissimi giorni hanno raggiunto questa terrificante cifra e nei prossimi si prospetta un’ulteriore vertiginoso aumento.

Intanto la sanità continua a rimanere privata e inaccessibile, dove si chiedono 35.000 dollari per le cure e 3000 dollari per il solo tampone. In troppi rinunceranno e moriranno in casa, dimenticati.

Il disastro è anche economico. Ad oggi 3.300.000 cittadini statunitensi hanno richiesto i sussidi per la disoccupazione, per fare un raffronto, nel 2009, anno della crisi finanziaria dei subprime, i richiedenti furono 600.000. Gli analisti finanziari di #MorganStanley prevedono un calo del PIL di oltre il 30% nella peggiore delle ipotesi.

Non lo ripeteremo mai abbastanza.
Il capitalismo è il vero virus.

LO STATO RITORNI A FARE LO STATO, FUORI DA OGNI CATENA AL COLLO

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Il re è nudo, il capitalismo sta implodendo sotto il peso della sua inumanità ed idea innaturale di sviluppo. L’Unione Europea ha dovuto sospendere i suoi pilastri liberisti come il patto di stabilità e allentare la catena al collo degli Stati comunitari, ma non per bontà d’animo e non senza condizioni. Alla fine dell’emergenza le stesse identiche politiche liberiste saranno ripristinate e il debito pubblico usato per affrontare la crisi coronavirus, sarà messo sotto accusa e usato come scusa per nuova austerity e riforme lacrime e sangue.
L’Italia è stata la prima in Europa ad entrare nella pandemia e la prima a dover prendere provvedimenti. La reazione europea è stata l’opposto di quel che i fan della solidarietà europa si aspettavano: frontiere chiuse, export ed import bloccati, materiale sanitario requisito e fermato alle dogane. Germania ed Olanda hanno oltremodo chiarito che nessuno sconto sarà fatto e le condizioni per i prestiti (a strozzo) non verranno mai cassate, a prescindere dalle emergenze in atto. La BCE, con una mossa barbina, ha fatto intendere di aver intenzione di versare liquidità nei mercati, peccato che non cambierà metodo e qui soldi non finiranno agli Stati, come dovrebbe essere, ma alle banche che a loro volta potranno prestarli agli Stati. Nulla in questa Unione Europea somiglia alla solidarietà, l’unica lingua parlata a Bruxelles e Francoforte è quella del profitto. In poche parole, l’Europa non esiste.
Il governo italiano continua sull’errata strada europea, chiedendo alla Confindustria se i decreti possono andar bene e se si sentono tutelati gli imprenditori. Le conseguenze di un sistema che pone le imprese al di sopra dello Stato le vediamo tutte oggi, tutte insieme e nella loro peggiore forma. Von Hayek sognava un mondo così, chi lavora decisamente no.
Il mercato cosiddetto “libero” ha dimostrato il suo fallimento e le illusioni che aveva creato e che lo hanno reso forte si stanno sgretolando. La pandemia in atto pone inequivocabilmente lo Stato, la cosa pubblica, al di sopra di ogni interesse privato e che solo lo Stato può e deve gestire al meglio i settori strategici dell’economia e tutti i servizi pubblici e sociali fondamentali per i lavoratori e tutti i cittadini nel loro insieme.
Il collasso del sistema sanitario nazionale racconta chiaramente come le politiche liberiste annientano ogni cosa nel nome del profitto e che la vita si misura in dollari. Nel 1980 la sanità pubblica italiana disponeva di ben 526.000 posti-letto. Nel 2015 erano 165.000 e negli ultimi 10 anni ne sono stati tagliati ulteriori 70.000.
L’Italia dell’IRI, delle partecipazioni statali, dello Stato protagonista in economia avrebbe avuto molti più mezzi e capacità per affrontare il coronavirus. Su questo punto c’è necessità di una riflessione comune, soprattutto da parte delle nostre istituzioni.
Non basta nemmeno il keynesismo del dopoguerra per recuperare forza nella produzione e nella crescita economica. Oggi, dopo 30 anni di disastri e strozzature europee ed europeiste solo il ritorno dello Stato come protagonista della vita economica del paese può dare alla nostra Italia la speranza di rialzarsi.
Uno Stato posto al di sopra del mercato e degli interessi privati metterebbe in atto, subito, pochi punti ma fondamentali per porre delle basi alla ripresa futura:
– istituzione di un reddito di quarantena per tutte le famiglie che hanno perso la fonte di reddito.
– finanziamento a tassi di interesse minimi e pubblici alle imprese micro, piccole e medie che rischiano di non poter mai più riaprire.
– impedire ai grandi gruppi economici e finanziari e alla confindustria di prendere finanziamenti pubblici, imponendo l’utilizzo degli enormi dividendi che distribuiscono ai loro azionisti.
– chiusura delle contrattazioni di borsa che comportino speculazione sul futuro del paese e sull’economia.
– sospendere il pagamento degli affitti per tutte le famiglie indigenti e per tutti gli studenti fuori sede disoccupati o con famiglie in stato di povertà.
– pianificare la nazionalizzazione dei settori strategici del’economia ora in mano al mercato.
– tagliare ogni finanziamento pubblico alla sanità e alla scuola privata
– pianificare la ristrutturazione dell’intero sistema sanitario a partire della trasformazione delle strutture sanitarie da “Aziende” ad “Unità” (es. da ASL a USL come nel 1978). Gli ospedali, le cliniche, le case di cura, le asl non sono aziende e non possono essere trattati come tali. Riprendere la costruzione di nuovi posti letto in tutto il territorio nazionale.
Sono queste misure di buon senso, sintetizzate e poco dettagliate, ma rendono bene l’idea di ciò che il nostro paese deve fare per potersi togliere finalmente quelle catene al collo che lo strozzano. Non è un caso se gli unici paesi che a prescindere da tutto hanno teso la mano sono paesi socialisti. Non è un caso se le misure fin’ora adottate per affrontare la crisi funzionano se sono direttamente collegate alla logica socialista di sviluppo della società.
Forse qualcuno che blaterava di “fine della storia” deve cominciare a chiedere scusa.

Il senso del socialismo

Il senso del socialismo.
In questo video della tv di stato cinese potete vedere tutta la potenza e l’efficacia del sistema socialista. Una nazione straordinaria guidata dal Partito Comunista e da un presidente forgiato dall’ideale.
Nessuno rimane indietro, nessuno è lasciato morire. La vita, la collettività, prevalgono su produzione e profitto.
Negli USA si sceglie chi curare, si chiedono soldi e se non li hai muori a casa da solo. In Europa difendono il profitto e chiedono agli stati di salvarlo a discapito del popolo.
Emozionatevi, come ho fatto io, e prendete coscienza del fallimento totale del capitalismo, l’unico vero virus.
Onore e gloria alla Repubblica Popolare Cinese, al comunismo e ai grandi padri della nostra idea.

Roma ringrazia Cuba

L’Associazione di Amicizia Italia Cuba remde omaggio e ringrazia i medici cubani e il paese tutto per la straordinaria solidarietà e cooperazione nell’affrontare l’emergenza coronavirus.
Grazie compagni! Non lo dimenticheremo!
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Il capitalismo è il virus. Il socialismo la cura

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#Coronavirus a pugno chiuso lo stritoliamo!

Il segretario della sezione Gaetano Seminatore da casa manda questo. Merita.

#apugnochiuso #coronavirus #lostritoliamo #PCI #Labaro

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8 Marzo a Labaro. Non mimose ma Libri!

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