La tragedia di Brindisi ha portato indignazione e sgomento in tutta Italia, per questo in tutta la penisola sono stati organizzati dei presidi contro tutte le mafie e il terrorismo. La partecipazione è stata ampia, un bel segno per tutti, dimostrando che la stragrande maggioranza del paese è onesta e contro la criminalità.
I comunisti si sono mobilitati in massa in tutti i presidi del territorio nostrano per garantire il nostro appoggio alla lotta contro le mafie e il terrorismo. A Roma tante bandiere rosse e uno striscione fatto dai Giovani Comunisti e dalla FGCI che recitava “La mafia uccide, il silenzio pure”.
In prima pagina, su Il Manifesto, la foto del nostro compagno Francesco iscritto alla nostra sezione, a cui vanno tutte le nostre congratulazioni per il bel discorso effettuato in piazza di fronte a un migliaio di persone.
E’ cominciata la campagna per i referendum regionali sull’acqua, promosso dal forum dell’acqua e appoggiato da Fds, verdi e SEL, e l’abolizione dei vitalizi di consiglieri e assessori della regione Lazio, promosso dalla Federazione della Sinistra. A Labaro, già alla partenza, più di 300 firme sono state raccolte dalla sezione dei Comunisti Italiani di labaro presso il mercato rionale della zona; tanta la partecipazione dei cittadini che hanno sposato la causa e hanno firmato senza indugi le proposte. I comitati promotori si sono posti come obbiettivo il raggiungimento del milione di firme, che, viste le premesse, non sembra un risultato irraggiungibile ma molto alla portata.
Il referendum sull’acqua è un referendum propositivo che vuole, tramite una legge, attuare i referendum già votati nel 2011 per ripubblicizzare al 100% ACEA, la società romana che gestisce l’acqua nella capitale e in gran parte dalla regione, salvandola dalla privatizzazione totale che il sindaco Alemanno, in barba al referendum, vuole attuare.
Il referendum abrogativo riguardante l’abolizione dei vitalizi di assessori e consiglieri regionali, è stato promosso dopo la scellerata scelta della giunta Polverini di estendere il vitalizio anche agli assessori non eletti, aumentando il costo per la regione fino a 4 milioni e mezzo di euro l’anno. Una cifra che in tempi di crisi economica come questa posso essere destinati ad altre attività; per questo il comitato promotore del referendum vuole dirottare questi soldi su questioni più urgenti che riguardano i cittadini, quali lavoro, cultura, sanità, scuola, servizi e trasporti.
Nel XX Municipio sarà possibile firmare, fino a fine campagna, presso i banchetti organizzati sul territorio e tutti i giorni nella sezione dei Comunisti Italiani in Via Offanengo 19, a Labaro.
Le premesse ci sono tutte e sono buone, solo la volontà dei cittadini può far si che questi referendum siano vincenti. Firma e fai firmare, perché nel Lazio è tempo di cambiare!
Referendum propositivo sulla gestione pubblica dell’acqua
Con la vittoria del 1° quesito referendario del 12-13 giugno 2011 è stata abrogata la norma che prevede l’obbligatorietà della privatizzazione del servizio idrico integrato.
Il referendum è stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell’acqua, un bene comune fondamente, non si devono fare profitti e di conseguenza il privato deve stare fuori dalla gestione. La risposta dei cittadini votanti (95,35 % a favore della cancellazione dell’obbligo di privatizzazione) non può lasciare alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano.
Nel Lazio i cittadini che si sono espressi in tal senso sono più di 2.500.000 cittadini.
Perché allora ci stiamo muovendo con questa raccolta firme?
La normativa europea dà ancora la possibilità di privatizzare il servizio idrico integrato e inoltre entro il 31 dicembre 2012 tutte le regioni dovranno legiferare in materia di servizio idrico, in particolare relativamente alla riorganizzazione degli Ato (Ambiti di Bacino Ottimali).
Per spingere la Regione Lazio verso una gestione del servizio idrico pubblica e partecipata, nel rispetto della volontà popolare, un’ampia coalizione di cittadini, associazioni, forze sindacali e politiche, già impegnate nei referendum nazionali del 2011, ha depositato una proposta di legge regionale da sottoporre a referendum propositivo.
La proposta di legge dovrà essere firmata da almeno 50.000 elettori del Lazio e, se entro un anno dalla sua consegna non sarà discussa, il Presidente della Regione Lazio sarà tenuto ad indire il voto referendario, in cui cittadine ed i cittadini saranno chiamati ad esprimersi su questa proposta di legge.
Referendum per abrogare i vitalizi di consiglieri e assessori regionali del Lazio:
85 tra consiglieri e assessori attualmente in carica percepiranno a fine legislatura 4˙400 euro lordi al mese, per un totale di 4,5 milioni di euro l’anno. Se calcoliamo che andranno in pensione al compimento dei 50 anni e stimando una vita media di 84 anni, per loro la Regione Lazio spenderà un totale di 153 milioni di euro. La Federazione della Sinistra ha promosso un referendum abrogrativo dei vitalizi che permetterebbe di reinvestire questi soldi pubblici a favore dei cittadini.
In questa Legislatura, sono 85 i consiglieri e gli assessori ai quali viene operata la trattenuta per il cosiddetto “Fondo di Previdenza”, meglio conosciuto come vitalizio.
Un’uscita che mensilmente costa al Consiglio Regionale 128˙521 euro, per un importo annuo pari a 1˙542˙000 euro, a cui si aggiungono 1˙218˙000 euro al mese per il pagamento del vitalizio agli ex consiglieri che godono già di tale privilegio.
Gli attuali consiglieri regionali, una volta raggiunta l’età per l’accesso al beneficio, costeranno ulteriori 4˙500˙000 euro annui In vitalizi. Questo costo si andrà ad aggiungere ai 17˙000˙000 di euro già spesi annualmente dal Consiglio regionale per i 221 ex consiglieri che attualmente ne usufruiscono.
Quindi, a partire dai 50 anni e per tutto il resto della loro vita, questi consiglieri percepiranno un vitalizio mensile di 4˙400 euro per una sola legislatura, che potrà essere riversato – in caso di morte del beneficiario – alla moglie, oppure al figlio fino ai 26 anni, oppure alla convivente.
Se è vero che l’aspettativa di vita è oggi di 84 anni, in 34 anni di benefici, gli 85 consiglieri e assessori costeranno alle casse regionali 153 milioni di euro.
La sezione dei Comunisti Italiani di Labaro partecipa alle campagne e sarà presente sul territorio del XX Municipio con dei banchetti per la raccolta delle firme e per informare i cittadini.
Da qualche settimana i lavori di sondaggio del sito sono fermi:
LA LOTTA HA OTTENUTO UN PRIMO RISULTATO
Attualmente il Corpo della Forestale ha bloccato gli scavi che la Sovraintendenza dei beni aehceologici stava effettuando.
Nel frattempo la richiesta di 3000 cittadini rivolta al Presidente del XX Municipio di organizzare un tavolo di discussione per spostare il progetto in un’altra area più idonea e che non prevedesse l’abbattimento di centinaia di alberi, non ha avuto ancora nessun esito malgrado l’impegno assunto dal Presidente Giacomini che ancora una volta ha dimostrato tutta la sua inefficienza.
In questi mesi il Comitato “Salviamo il Parco di Labaro” ha fatto un lavoro immane nel sottoporre a verifica tutta la documentazione sottostante le autorizzazioni e i permessi concessi alla Società appaltatrice: sono emerse tantissime incongruenze e persino dei falsi per cui si sta valutando la possibilità di un ricorso al TAR del Lazio. Il nostro appoggio al Comitato è incondizionato, ma occorre incalzare le Istituzioni locali e cittadine per ottenere unarisposta che sia chiara e definitiva: l’incertezza danneggia tutti.
A margine rileviamo che la SS Lazio, che ha in concessione il parco,da anni lo mantiene in uno stato di abbandono senza nemmeno procedere alla rimozione degli alberi caduti ed alla pulizia dello stesso: sono i cittadini che si sono mobilitati nei giorni scorsi per un intervento straordinario di pulizia e rimozione di cartacce e altra immondizia. Se questa è la premessa, ci sembra che la gestione sia del tutto deficitaria.
CHIEDIAMO CHE IL PARCO SIA NUOVAMENTE GESTITO COME BENE COMUNE
Un successo straordinario quello della manifestaione del 12 maggio indetta dai comunisti della Federazione della Sinistra. 40.000 persone scese in piazza per dire No alle sciagurate politiche del governo Monti, per dire SI al lavoro, alla scuola, alla sanità, ai trasporti per tutti. Siamo tanti e saremo ancora di più.
Tutti gli interventi della presentazione del libro di Paolo Ciofi nella playlist di Labaro TV. Cultura, economia e comunismo si incontrano nella sezione del PdCI di Labaro.
La Federazione della Sinistra del Lazio farà partire domani la raccolta firme per un referendum regionale che elimina i vitalizi di assessori e consiglieri della regione Lazio.
Con l’occasione della manifestazione nazionale della FdS contro Monti saranno appostati dei banchetti sia a piazza della Repubblica che al Colosseo per cominciare la raccolta.
la proposta deriva non da una vena di antipolitica inconcludente ma d una precia proposta politica, e conseguentemente alla scelta della Polverini di estendere il vitalizio anche agli assessori non eletti. I comunisti sono sempre in prima linea contro i privilegi, senza alcun idea di antipolitica, senza alcun populismo, solo vera politica.
NON SIAMO TUTTI UGUALI! FIRMA PER CANCELLARE I VITALIZI DI ASSESSORI E CONSIGLIERI REGIONALI!
Ancora poche ore ci separano dalla grande manifestazione del 12 Maggio contro il governo dei “tecnici” guidato da Mario Monti, che oltre ad essere la prima grande manifestazione contro il governo è un banco di prova importante per i comunisti e la sinistra, che devono dimostrare di saper essere coesi per sconfiggere le politiche scellerate e neoliberiste dell’Europa tedesca e del governo.
Un governo questo, nato da e per la finanza a cui non frega nulla del popolo, gli basta garantire i profitti miliardari agli azionisti delle società e delle banche. Raggiunto quell’obbiettivo se ne andranno senza far rumore (o quasi).
La serie di suicidi che si sta oramai allungando negli ultimi mesi è il prodotto della spietata manovra che i “tecnici” hanno fatto in nome della salvezza del capitale. Capitale che è sempre più in difficoltà, sempre più senza soluzione (siamo sicuri che vogliono soluzioni?) per affrontare una crisi che oramai è più imponente e devastante di quella del 29 e che rischia di provocare lo stesso (se non peggiore) meccanismo che portò la caos politico l’Europa e il fascismo al governo.
Questa volta non deve andare cosi, la sinistra e i comunisti propongono una alternativa valida per uscire da questa crisi; una alternativa radicale che impone il cambiamento del sistema economico prima che politico. Il fallimento del libero mercato è sotto gli occhi di tutti, troppe volte e con troppa leggerezza i capitalisti hanno speculato sulla vita delle persone, troppe volte hanno svenduto la democrazia per diminuire il potere dei cittadini, troppe guerre hanno fatto in nome del mercato spacciandole per “missioni di pace” invadendo paesi pacifici ma ricchi di risorse naturali.
Non basta però annunciare un programma di cambiamento radicale della società, bisogna applicarlo e farlo sapere ai cittadini, che, provenienti da 20 anni di berlusconismo, hanno bisogno di stimoli forti per far ritornare quella coscienza di classe che permetteva di capire e vedere i veri nemici e i veri alleati.
La manifestazione che ci sarà domani deve essere uno di quegli stimoli forti che servono per svegliare le persone, per non farle cadere nelle braccia del populismo dei grillini e, ancora peggio, nelle mani dell’estrma destra, sempre pronta in momenti di crisi come questa ad ingannare i cittadini per togliere ogni libertà e forma di democrazia.
Se ci deve essere un movimento per il cambiamneto vero della società, i comunisti devono essere mente e corpo dello stesso, la storia ci da ragione. AL LAVORO E ALLA LOTTA COMPAGNI E COMPAGNE!
Giovanna Marturano è il simbolo della Resistenza, un tesoro di oltre 100 anni che non deve andare perso.
La compagna è un esempio per tutti noi. Le sue storie, le sue esperienze arricchiscono la nostra coscienza e la nostra mente rendendoci più forti e consapevoli.
Per questo esprimiamo la nostra più sincera solidarietà alla compagna per il fatto accaduto al liceo richi, dove il consiglio scolastico ha impedito alla partigiana di partecipare all’assemble astudentesca giustificando la scelta con le possibili contestazioni dell’estrema destra.
Questo è un fatto inaccettabile, l’estrema destra non può condizionare cosi le scelte di una scuola.
Onore alla compagna Giovanna Marturano! Partigiana e Comunista!
Commenti recenti